Legge 3 2012 sovraindebitamento: informazioni e consigli

Legge 3 2012 sovraindebitamento

Guida al sovraindebitamento nel 2024

Legge 3 2012 sovraindebitamento

Cos’è il sovraindebitamento?

è la situazione di squilibrio economico tra i pagamenti da effettuare e il patrimonio del debitore.

Perchè la Legge 3/2012 è un’opportunità?

La Legge 3/2012 nasce per effetto dell’introduzione in Europa di regole per la gestione delle insolvenze dei soggetti “non fallibili” (art. 1 Legge Fallimentare) ed è una Legge che trae le sue origini dal Chapter 7 americano.

Per effetto del protrarsi della crisi economica il problema è grave e riguarda circa 12 milioni di italiani, ovvero circa 8/9 milioni di famiglie di c.d. “consumatori” (art. 6 comma 2 lett. b L. 3/2012) e circa 800 mila / 1 milione tra piccole e medie attività commerciali e fideiussori c.d. “debitori“.

Con la crisi economica molte famiglie e molti piccoli imprenditori hanno visto ridursi drasticamente i propri volumi d’affari e si trovano a fronteggiare un debito che non riescono più a pagare, anche per via della contrazione del reddito familiare che spesso si è ridotto per la perdita di lavoro o di reddito da parte di uno o più componenti della famiglia.

Perché in pochi stanno utilizzando questa procedura?

Iniziamo con il dire che le banche, le finanziarie, Agenzia delle Entrate Riscossione e lo stesso Governo, non hanno nessun interesse economico a diffondere questa possibilità tra la gente, semplicemente perché è una Legge contro gli interessi dello Stato e del sistema bancario in generale e quindi meno si conosce, meglio è!

Quindi è difficile che il debitore si presenti con le idee chiare, chiedendo di essere assistito da un professionista che gli risolva i problemi di sovraindebitamento, ma dovrebbe essere il professionista stesso a proporglielo.

Un’altra categoria, che di certo non ne vuole sentire parlare, sono i magistrati, che già sono alle prese con una situazione devastata, a livello organizzativo, dei Tribunali e certamente non gradirebbero ricevere sulle loro scrivanie centinaia di pratiche nuove ogni mese.

Un’ulteriore categoria di soggetti penalizzati da questa Legge sono anche gli stessi OCC (Organismo di Composizione della Crisi), che al momento sono in gran parte gli stessi professionisti che svolgono le funzioni di curatori fallimentari o di commissari giudiziali nei nei Tribunali.

Quali sono le possibilità offerte dalla Legge?

La Legge 3/2012 prevede tre procedure distinte per risolvere i problemi legati al sovraindebitamento, a seconda della tipologia di soggetti che vi accedono e delle relative problematiche:

Piano del consumatore

dedicato a tutti quei soggetti c.d. “consumatori” dall’art. 6 comma 2 lett. b L. 3/2012, definito come “colui che ha contratto debiti esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta“. Essi godono di una normativa specifica più favorevole dal momento che possono presentare un proprio piano di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti senza neppure dover passare dal voto dei propri creditori.
Un caso sintomatico è, ad esempio, anche la possibilità di liberarsi dal pegno sul quinto di stipendio.

Accordo del debitore

previsto per tutti gli altri tipi di soggetti, ovvero professionisti, imprenditori, aziende agricole, start up, società, associazioni e in generale per tutti coloro che hanno partita iva e/o sono organizzati in forma di società. A differenza del piano del consumatore, questa procedura prevede la necessità che la proposta sia votata direttamente dai creditori e che si raggiunga il consenso di almeno il 60% dei crediti.

Liquidazione del patrimonio del debitore

prevista nel caso in cui il piano o l’accordo proposto non siano accettabili o fattibili. La liquidazione del patrimonio è una buona soluzione quando lo stesso non è rilevante.

Quali soggetti possono accedere al piano del consumatore (ex legge 3/2012)?

I soggetti che possono accedere al piano del consumatore sono:

  • privati cittadini;
  • lavoratori dipendenti (privati e/o pubblici);
  • pensionati;
  • disoccupati;
  • cassaintegrati;
  • dipendenti in mobilità;
  • dipendenti in Aspi o mini Aspi;
  • professionisti, imprenditori e lavoratori autonomi solo con debiti personali;
  • fideiussori di persone fisiche garanti di debiti esclusivamente personali.

L’art. 6 comma 2 lett. B L. 3/2012 definisce “consumatore” colui che ha contratto debiti esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.

Presentando il piano del consumatore, posso sospendere le azioni esecutive?

Ciò può avvenire ai sensi di Legge a discrezione del giudice delegato, se ravvisa la necessità di sospendere sia le azioni esecutive in corso, che quelle future. Ricorrendo al piano del consumatore, quindi, la sospensione delle azioni è subordinata alla decisione del giudice e pertanto conviene presentare immediatamente separata istanza al giudice delegato previo ottenimento, anche in maniera irrituale, del parere favorevole dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi).

Quali soggetti possono accedere all’accordo del debitore?

I soggetti che possono accedere all’accordo del debitore sono:

  • consumatori con debiti misti, ovvero debiti di natura personale e debiti di attività commerciali (anche passate);
  • professionisti e lavoratori autonomi con debiti derivanti dall’attività professionale / imprenditoriale o misti (sia professionali che personali);
  • fideiussori di società, di imprenditori, di professionisti per debiti imprenditoriali / professionali;
  • piccoli imprenditori non fallibili;
  • imprenditori commerciali non fallibili;
  • artigiani non fallibili;
  • soci accomandanti di società Sas;
  • soci accomandatari di società Sas non fallibili;
  • soci di Snc non fallibili;
  • società o imprenditori agricoli a prescindere dalle dimensioni dell’azienda;
  • start up “innovative” ai sensi della Legge 221/2012;
  • associazioni e fondazioni;
  • società di capitali definite “non fallibili” ai sensi dell’art. 1 della Legge fallimentare.

Chi sono i Soggetti non fallibili?

Sono soggetti “non fallibili” ai sensi della Legge fallimentare le persone fisiche e/o società che negli ultimi tre esercizi consecutivi non abbiano superato neanche uno dei seguenti limiti: attivo patrimoniale (da bilancio) superiore ad euro 300.000, ricavi (da bilancio) superiori a 200.000, monte debiti (da bilancio) anche non scaduto superiore ad euro 500.000.

Presentando l’accordo del debitore posso sospendere le azioni esecutive?

La sospensione avviene in automatico ai sensi di Legge, ovvero senza la discrezionalità del giudice, con il semplice deposito del proprio ricorso ai sensi dell’art. 10 lettera c. L. 3/2012.

In sostanza, questa procedura consente a tutti gli imprenditori, ai professionisti, agli imprenditori agricoli e alle aziende agricole vessati da Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) e da altri creditori (banche, finanziarie, ecc…), di bloccare le azioni esecutive (in corso e future) semplicemente con il deposito dell’istanza di nomina dell’OCC (Organismo di Composizione della Crisi).

Cosi facendo il debitore guadagna tempo per la raccolta dei documenti necessari allo svolgimento della pratica.

Ci sono dei requisiti imposti dal legislatore per accedere ad una delle procedure previste?

Si, ci sono dei requisiti oggettivi e soggettivi previsti espressamente dalla Legge 3/2012 e che devono essere rispettati per poter godere dei suoi benefici.

Quindi la prima attività che deve essere svolta è quella di accertarsi della reale situazione del debitore.

Un altro aspetto importante è ricostruire esattamente il regime patrimoniale del matrimonio (comunione o separazione dei beni).

Quali sono i requisiti oggettivi per accedere ai benefici della Legge 3 del 2012?

La Legge prevede espressamente queste fattispecie:

  • Essere in rilevante difficoltà ad adempiere alle proprie obbligazioni regolarmente;
  • Essere nella definitiva incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni, anche in chiave prospettica.

In sostanza, la rilevante difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni può essere sia una situazione temporanea (cassa integrazione, disoccupazione temporanea, diminuzione del fatturato, eventi atmosferici / calamità naturali, malattia, ecc…) o permanenti (malattie invalidanti, perdita del lavoro definita per età avanzata, riduzione del reddito per separazione / divorzio ecc…, riduzione del valore commerciale di immobili, ecc…). E’ sempre bene motivare e dettagliare nell’istanza queste circostanze.

Quali sono i requisiti soggettivi previsti dalla Legge 3 2012?

Analiticamente, i requisiti sono i seguenti:

  • non essere soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle previste dalla Legge 3/2012;
  • non essere un soggetto fallibile ai sensi dell’art.1 Legge Fallimentare;
  • non aver usufruito, negli ultimi 5 anni, al ricorso alla procedura di sovraindebitamento prevista dalla Legge 3/2012;
  • non aver subito uno dei provvedimenti di cui all’art 14 e 14 bis L.3/2012 (ovvero l’impugnazione e la risoluzione dell’accordo e la revoca e la cessazione degli effetti dell’omologazione del piano del consumatore).

La Legge 3 2012 detta anche “Salva Suicidi” o “Anti Suicidi” in breve

Tutti i soggetti che non rientrano nelle disposizioni della legge fallimentare possono accedere alla Legge Tre.

Grazie alle procedure concorsuali messe in atto dalla legge 3 del 2012, privati, artigiani, agricoltori e tutti i soggetti non fallibili hanno la possibilità di rivolgersi al Tribunale per trovare una soluzione ai propri debiti, sia nei confronti di Agenzia delle Entrate, sia nei confronti di Banche e Istituti di Credito.

Per presentare la domanda è necessario redigere la documentazione da inoltrare all’OCC, Organismo di Composizione della Crisi  (quando presente), il quale, a sua volta, la invierà in Tribunale. In questo modo viene elaborato un piano che può garantire ai creditori il pagamento in base alle effettive capacità economiche del debitore.

Le procedure

Una volta accolta la proposta, vengono attivate le seguenti procedure:

A prescindere da questo, alla fine sarà compito del giudice stabilire se tutti i requisiti sono stati rispettati e sarà lui a decretare l’esito positivo o negativo dell’accordo.

La legge sul sovraindebitamento è conveniente per chi ha contratto debiti con più creditori, perché questi ultimi devono adeguarsi a quanto deciso dalla maggioranza; inoltre una volta presentata la procedura di sovraindebitamento, essi devono fermare eventuali procedure esecutive che erano in corso (es: pignoramenti, messa all’asta di immobili e proprietà).

E’ evidente che, essendoci di mezzo il Tribunale, questo tipo di soluzione si applica solo in casi estremi, ha tempi lunghi e costi onerosi.

La Normativa: Legge 3/2012 aggiornata (PDF)

QUANTO DURA LA SEGNALAZIONE ALLA CENTRALE DEI RISCHI (CRIF):

12 mesi

per tardi di pagamento inferiori ai 3 mesi. Si tratta di piccole irregolarità nel pagamento, che non rappresentano un rischio elevato per gli istituti di credito.

24 mesi

per ritardi di pagamento superiori a 3 mesi. Livello di rischio maggiore, sintomo di possibili difficoltà finanziarie da parte del debitore.

36 mesi

Segnalazione che si divide in 3 parti:

  • Insolvenze totali: Quando il debitore non riesce ad onorare il debito.
  • Rate mai pagate di un prestito: Ovvero totale inadempienza nella restituzione del credito.
  • Ristrutturazione del debito: Quando un debitore stabilisce un accordo di ristrutturazione con il creditore.

5 anni

Si riferiscono a procedure concorsuali, riflettendo la gravità della situazione finanziaria e sottolineando l’importanza della riabilitazione creditizia.

RATE MUTUO NON PAGATE: LE CONSEGUENZE

Nel caso in cui le rate del mutuo non vengano pagate, si può andare incontro ad una serie di conseguenze, più o meno gravi:

  • pagamento di una mora
  • iscrizione come cattivo pagatore
  • pignoramento dello stipendio
  • pignoramento della casa con mutuo

Pagamento di una mora

la banca ti fa pagare un tasso di interesse (mediamente intorno all’8%) per il ritardato pagamento della rata del mutuo.

Il mancato pagamento di 2 rate di mutuo potrebbe comportare l’iscrizione come cattivo pagatore, previa preavviso da parte della Banca di almeno 15 giorni.

Se il debito viene saldato entro i 15 giorni, la banca non potrà procedere con la segnalazione.

Da considerare che, se il mancato pagamento delle rate del mutuo si ripete più volte nel corso della durata del mutuo, dalla seconda volta in poi la banca potrà procedere direttamente e senza preavviso all’iscrizione del debitore nel registro dei cattivi pagatori.

Pignoramento dello stipendio

(ne abbiamo già parlato)

Pignoramento della casa con mutuo

(ne abbiamo già parlato)

Comunque, si tratta probabilmente di una delle conseguenze più gravi delle rate del mutuo non pagate.

La banca invia una notifica con un atto di precetto al debitore, con “ultimatum” di 10 giorni per poter pagare.

Se non si salda il debito entro questo periodo, la banca ha 90 giorni per poter avviare il pignoramento dell’immobile.

Al termine della procedura, la banca avvia la procedura in tribunale per vendere la casa all’asta.

DEBITI: CHI PAGA? COME SI TRASMETTONO?

I genitori devono pagare i debiti dei figli?

Debiti di figli maggiorenni

I genitori non sono obbligati a pagare, salvo specifiche circostanze come fidejussione o cointestazione.

Debiti di figli maggiorenni che vivono con i genitori

Non sono responsabili direttamente ma, in caso di pignoramento, potrebbero essere colpiti beni condivisi in casa.

Debiti di figli minorenni

I genitori sono legalmente responsabili e devono coprire i loro debiti.

Debiti di figli incapaci di intendere e di volere

I genitori (o i tutori) sono obbligati a pagare, essendo rappresentanti legali del figlio incapace.

Debiti di figli minorenni

In questo caso la responsabilità ricade direttamente sui genitori. Questo perché i genitori hanno la responsabilità di proteggere i loro interessi.

Debiti di figli maggiorenni che vivono con i genitori

i genitori non sono obbligati a pagare i debiti accumulati dal figlio solo perché vive nella stessa abitazione.

Però, se un figlio maggiorenne ha accumulato debiti e vive con i genitori, in caso di pignoramento, gli oggetti presenti nell’abitazione potrebbero essere a rischio, indipendentemente a chi appartengono.

Debiti di gioco dei figli

i debiti di gioco non sono riconosciuti dalla legge come debiti esigibili. Questo significa che, se un figlio accumula debiti di gioco, non possono essere formalmente rivendicati da un creditore attraverso i normali canali legali.

DEBITI DEL DEFUNTO

Non ricadono sulle spalle degli eredi:

  • Sanzione amministrative,
  • Debiti in prescrizione;

Ricadono invece:

  • Bollo auto;
  • Canone Rai;
  • Tasse di vario tipo non pagate;
  • Mutui non estinti;
  • Utenze di luce e gas;
  • Spese processuali di vario tipo.

Rinuncia all’eredità

Nel caso un erede rinunci alla propria eredità è possibile evitare alcune tipologie di debito.

È possibile effettuare una richiesta di rinuncia anche diversi anni dopo, fino a 10; nel momento in cui si realizza questo atto, la sua validità è retroattiva.

Come pagare i debiti ereditati

Le eredità, in molti casi, vanno a coinvolgere più persone. Il pagamento in questo caso, avviene in base alle proporzioni di quota ereditata, tranne direttive diverse comunicate tramite il Testamento del defunto.

LE SOLUZIONI ALTERNATIVE

Sovraindebitamento (Legge)

Il sovraindebitamento è una procedura con la quale i soggetti insolventi di grandi somme, possono sdebitarsi chiedendo di utilizzare un piano di rientro.
Si può applicare il processo di sovraindebitamento solo a chi si trova in una grave crisi finanziaria che non permette altro tipo di soluzione.


Consolidamento Debiti

Il consolidamento dei debiti è una soluzione offerta dalle Banche, che permette di sostituire tutti i debiti esistenti con uno solo; in sintesi la banca con cui si è sottoscritto il contratto di consolidamento debiti, salda tutti i debiti esistenti e si assume l’intero carico degli stessi.


Procedura di Saldo e Stralcio

È in una trattativa con gli Istituti di Credito che concedono lo stralcio del finanziamento e pagamenti anche dilazionati, in base alla situazione economica del debitore. La percentuale di risparmio è molto alta.

Il saldo e stralcio è una delle soluzioni più ambite per diversi motivi, i quali la rendono la soluzione preferita anche dalle Banche:

  • Non prevede la presenza di un Giudice;
  • Non comporta spese legali importanti;
  • Non implica complicate procedure burocratiche e processi in tribunale.

Ricordiamo però che questa soluzione non permette di ottenere uno stralcio dei debiti contratti con Agenzia delle Entrate, perché significherebbe creare disparità tra cittadini che pagano le tasse e quelli che vengono meno al loro dovere.

In molti casi è la procedura più conveniente per poter risolvere i problemi di sovraesposizione.


Le differenze fra Saldo e Stralcio & Legge 3/2012

Entrambe possono portare benefici a chi si trova in una situazione di difficoltà economica, ma presentano notevoli diversità anche dal punto di vista delle tempistiche richieste.

Mentre la Legge 3 è una normativa che permette di ottenere lo sconto del debito e coinvolge sempre il Tribunale, la seconda è un accordo tra le parti che non ha vincoli di legge.

Quale scegliere?

Le tempistiche della legge 3 sono molto più lunghe ed onerose rispetto a quelle del saldo e stralcio. C’è da aggiungere che, statisticamente, solo il 40% dei richiedenti riescono ad ottenere la ristrutturazione del debito. Questo perchè la buona riuscita dell’accordo dipende dal giudizio del giudice che deve applicare la legge e stabilire se il debitore è in una condizione reale di sovraindebitamento oppure no.


In queste poche righe spero di aver illustrato bene l’argomento e le eventuali soluzioni per chi ha rate troppo alte da pagare, con conseguente difficoltà ad onorare il debito. Mi auguro di aver chiarito ogni tuo dubbio in merito…


Fonti delle informazioni: agenziarisoluzionedebiti.it / laleggepertutti.it / protezione-sociale.it / milanofinanza.it