Come salvare la casa dalla vendita all’asta

Tempo di lettura: 16 minuti

CASA PIGNORATA CON RISCHIO CHE VENGA MESSA ALL’ ASTA, COME FUNZIONA E SOLUZIONI

In questo articolo spiegherò come evitare la messa all’asta dell’immobile

Asta

Casa pignorata: come fare ad evitare la vendita all’ asta?

Pignoramento casa: è possibile evitare l’asta e risolvere la posizione debitoria?

Casa pignorata: il procedimento

Il pignoramento della casa è un procedimento attuabile quando si hanno debiti nei confronti di un creditore, come ad esempio una banca o un ente pubblico, il quale può richiedere il pignoramento dei beni per il risarcimento del credito.

In sintesi ciò significa che, se un debito con la banca non viene onorato (ad esempio il mutuo), la banca potrà richiedere il pignoramento della casa e procedere alla sua vendita all’asta, al fine di risolvere completamente o in parte la situazione creditizia in essere.

L’atto di pignoramento viene emanato dal tribunale e si tratta di un atto esecutivo che non necessita di ulteriori passaggi.

COME EVITARE LA VENDITA ALL’ ASTA DELLA CASA?

La vendita delle case pignorate è l’ultimo passaggio di questo processo che porta il debitore a perdere il proprio immobile.

Tuttavia, ci sono diverse possibilità offerte dalla Legge per evitare che ciò avvenga:

  • Rinegoziazione (o ristrutturazione) del debito

La ristrutturazione del debito è un accordo privato tra creditore e debitore che consente di risanare il debito tramite l’adozione di un piano di rientro sostenibile.

  • Saldo e Stralcio

Soluzione che consente di trovare un accordo con il creditore, bloccando la messa all’asta della casa. Quando è attuabile, è la procedura più conveniente e la meno costosa.

  • Ricorso al Sovraindebitamento, detta anche Legge “salva suicidi” o “anti suicidi”

Ovviamente il mio consiglio è quello di agire PRIMA POSSIBILE, perché più vanno avanti gli atti (precetto, pignoramento, asta), più la trattativa si complica e meno vantaggiosa sarà per voi.


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La prima casa può essere pignorata?

Se il creditore è un ente pubblico come l’Agenzia delle Entrate, la prima casa è difficilmente pignorabile. Se, invece, il creditore è un soggetto privato, si ha la certezza che la casa venga pignorata.

Agenzia delle Entrate può pignorare la prima casa?

Se il debitore abbia possesso (anche solo per quote) di un secondo immobile, e questo non sia sufficiente a sanare il debito.

Limitazioni

  • il debito complessivo deve essere superiore ai 120.000 euro;
  • il valore totale delle proprietà immobiliari del debitore siano superiori a 120.000 euro;
  • sia già stata notificata la possibilità di rateizzare l’importo dovuto.

Nel caso in cui il debito sia tra 20.000 e 120.000 euro, l’Agenzia delle entrate non può pignorare la prima casa, ma può effettuare l’iscrizione dell’ipoteca. Nel caso di pignoramento della prima casa da parte di privati non esistono limiti e tutele.

PIGNORAMENTO E COMPROPRIETÀ DELL’IMMOBILE

Può essere pignorato un immobile in comproprietà?

Se non è possibile la divisione materiale del bene con la vendita in quote, il pignoramento riguarderà l’intero bene. Il ricavato sarà ripartito con i comproprietari non interessati dal pignoramento.

La divisione in natura spesso viene adottata nel caso in cui si tratti di terreni.

Ovviamente i comproprietari non hanno possibilità di opporsi alla procedura esecutiva, anche se non hanno nessuna pendenza nei confronti del creditore che ha avviato la procedura di pignoramento.

Hanno però la facoltà di partecipare all’asta per l’acquisto dell’intero bene.

In questo caso il creditore deve notificare l’atto di pignoramento anche ai comproprietari del bene e non solo al debitore. Non è invece necessario comunicare l’ipoteca né al debitore né tanto meno ai comproprietari.

Pignoramento di un immobile cointestato

Il pignoramento dell’immobile cointestato riguarda l’intero immobile e non solo la quota del debitore. Sta al Giudice valutare e provvedere in ordine alle modalità di liquidazione della quota che appartiene al debitore.

Si può procedere in questi modi:

Vendita all’ asta di un immobile cointestato

  • il bene è messo all’asta e venduto interamente al miglior offerente;
  • il ricavato viene diviso tra il creditore e il comproprietario, con una percentuale pari ai rispettivi diritti di proprietà.

In alternativa il comproprietario può pagare il debito e successivamente richiedere la restituzione dei soldi versati.

Il comproprietario potrebbe acquistare personalmente l’immobile all’asta. Questo modo di operare però comporta il rischio di concorrere con altri acquirenti.

Una soluzione alternativa per evitare questa casistica potrebbe essere quella in cui il comproprietario-non debitore possa cercare un accordo direttamente con il creditore per l’acquisto della metà dell’immobile, ovvero la quota del debitore.

A fronte di ciò, il creditore dovrà rinunciare all’esecuzione forzata e all’ipoteca, liberando il bene dal pignoramento. Il debitore, di contro, dovrà partecipare all’accordo e dovrà acconsentire a trasferire la propria quota al comproprietario che effettua il pagamento.


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PIGNORAMENTO E AFFITTO DELL’IMMOBILE

Posso affittare un immobile pignorato?

La risposta è NO. Un immobile pignorato non può essere dato in locazione, perché è vero che il debitore continua a rimanere proprietario fino alla sua eventuale vendita all’asta, ma di fatto perde il diritto di gestirlo e amministrarlo.

Occorre presentare richiesta al Giudice per avere l’autorizzazione ad eventuali richieste di affitto.

In caso affermativo:

  • il Giudice stesso nomina un custode che si occuperà della gestione dell’immobile fino alla vendita o assegnazione all’asta;
  • il custode subentra al proprietario nella riscossione dei canoni d’affitto;
  • sempre il custode potrà avviare eventuali procedure di sfratto nel caso in cui gli inquilini non dovessero pagare l’affitto.

Cosa succede nel caso in cui il Giudice non dà l’autorizzazione, ma il debitore affitti ugualmente l’immobile?

  • Il contratto di locazione viene considerato ugualmente valido e gli inquilini possono continuare ad abitare l’immobile fino alla scadenza del contratto.
  • Il custode nominato dal Tribunale subentrerà in ogni caso al proprietario nella gestione dell’affitto.

Sta di fatto, però, che il proprietario incorrerà in sanzioni penali e sarà costretto a restituire al custode tutti i canoni percepiti indebitamente fino a quel momento.

Nel caso in cui l’immobile dovesse venire aggiudicato all’asta, l’acquirente non è tenuto a rispettare la validità del contratto di locazione.

Cosa succede se l’immobile era già affittato quando è stato notificato il pignoramento?

Gli inquilini possono continuare ad abitare l’immobile fino alla scadenza naturale del contratto.

Se la casa viene aggiudicata all’asta, l’acquirente può pretendere che gli inquilini liberino subito l’immobile?

No, in questo caso l’acquirente dovrà attendere la scadenza del contratto di locazione.

I casi in cui l’acquirente può chiedere agli inquilini di lasciare l’immobile

  • quando gli inquilini non pagano l’affitto;
  • quando il proprietario ha agito in malafede, affittando l’immobile con l’intento di impedire o ostacolare la sua vendita all’asta;
  • quando gli inquilini non riescono a dimostrare di abitare in quella casa da prima del pignoramento (ad esempio se sono in affitto “a nero” e non vi è un contratto che indichi chiaramente l’inizio e la fine della locazione);
  • se il canone d’affitto è di importo inferiore a 1/3 rispetto agli affitti precedenti (si potrebbe pensare che questo contratto di locazione sia stato stipulato per creare un danno all’acquirente e di conseguenza al creditore).

RISCHI DEL PIGNORAMENTO PER OGNI PARTE COINVOLTA

  • Per il debitore: rischio di ulteriori pignoramenti se il debito non viene saldato interamente.
  • Per il creditore: rischio di ottenere una somma inferiore al credito.
  • Per l’eventuale co-proprietario: rischio di perdere l’immobile o ricevere una somma non consona per la sua parte di comproprietà.

Pignoramento casa: cosa devo aspettarmi?

Una casa pignorata è, in sostanza, l’inizio di una procedura di esproprio forzato.

Dopo aver ricevuto l’atto di pignoramento, in tempi brevi riceverai la visita di un perito, il quale redigerà un rapporto sulle condizioni dell’immobile e sul suo valore. Questo valore solitamente è inferiore al reale prezzo di mercato.

Successivamente il Tribunale fisserà la data d’asta e determinerà il prezzo minimo sulla base del rapporto fatto dal perito. Prima dell’asta purtroppo, si è costretti a subire le visite di tutti i potenziali acquirenti interessati alla tua casa.

Nonostante ciò è molto probabile che le prime aste vadano deserte, ovvero che non venga presentata nessuna offerta d’acquisto. Questo perché ogni volta che un’asta va deserta, il Tribunale è costretto ad abbassare il prezzo fino al 25% ad ogni successivo tentativo di vendita.

È evidente che, se tante aste vanno deserte, il prezzo scenderà ancora fino al di sotto del valore reale. In questi casi accade molto frequentemente di non riuscire a coprire tutti i debiti per i quali era iniziata la procedura.

Esempio su come funziona la vendita all asta dell immobile
Esempio su come funziona la vendita all asta dell immobile

Casa pignorata con rischio di vendita all’ asta: quali sono le conseguenze?

  • Il più spiacevole è la perdita della casa.
  • La casa viene venduta ad un prezzo molto inferiore del suo valore.
  • Conseguenza: con il ricavato non riuscirai a saldare tutti i debiti.

È bene premettere che il pignoramento non è un esproprio, ma solo l’inizio di una procedura, che in genere termina con la vendita all’asta.

Il pignoramento è solo un ulteriore tentativo fatto dal creditore per spingerti a trovare una soluzione alla tua situazione debitoria.


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(S)VENDITA ALL’ ASTA E DEBITO RESIDUO

Casa venduta all’asta: chi paga il debito residuo?

I debiti residui non si estinguono automaticamente con la vendita all’asta dell’immobile. Questi restano a carico del debitore esecutato e non si trasmettono all’aggiudicatario.

Se il ricavato della vendita all’asta non dovesse bastare a ripagare completamente i tuoi debiti, la parte ancora da saldare continuerà a pesare sulle tue spalle. Il problema del debito residuo è una conseguenza delle prime aste che vanno deserte e che ogni volta fanno abbassare la base d’asta.

Conseguenze del debito residuo

  • rischio di restare in una situazione di indebitamento per molto tempo, con i creditori costretti a procedere con nuovi pignoramenti sui beni di tua proprietà, come immobili, stipendi o pensioni;
  • i garanti, se presenti, saranno chiamati a pagare il tuo debito residuo;
  • il debito residuo potrebbe ricadere sui tuoi figli o sui tuoi eredi.

Casa all’ asta: quando il debito residuo va in prescrizione?

Di solito dopo dieci anni, come tutti i tipi di debito in generale, salvo casi particolari. Questo debito, però, non verrà cancellato automaticamente, perché è fondamentale che nell’arco dei 10 anni i creditori non facciano più valere le loro pretese. In pratica ogni volta che un creditore notifica una nuova richiesta di pagamento al debitore, il conteggio dei giorni alla prescrizione si azzera.

Io, sinceramente, non ci spererei troppo in questa soluzione 🙂 (ndr).

VENDITA ALL’ ASTA, CHI PUÒ PARTECIPARE

Il debitore può riacquistare la propria casa all’asta?

Per Legge, NO.

Le motivazioni:

  • anche se l’immobile è pignorato, la proprietà resta del debitore fino all’assegnazione dell’immobile al miglior offerente. Anche a logica, nessuno può partecipare ad un’asta dove il bene è ancora suo!
  • se il debitore avesse avuto la disponibilità economica per riacquistare l’immobile, avrebbe dovuto pagare i suoi debiti prima del provvedimento.

Parenti o amici del debitore possono partecipare all’ asta?

Chiunque può partecipare all’asta giudiziaria eccetto:

  • il debitore (proprietario),
  • il Custode Giudiziario, ovvero colui che si occupa di garantire lo stato dell’immobile all’asta finché esso non sia venduto al miglior acquirente, di liberare l’immobile da eventuali occupanti e di accompagnare alla visione dello stesso gli eventuali interessati all’acquisto.
  • il Delegato alla vendita.

Premesso ciò, ad esempio, i figli, fratelli o sorelle o il coniuge del debitore potrebbero partecipare all’asta, a condizione che essi dovranno agire nei propri interessi e non negli interessi del debitore.

Ciò significa che, chi appartiene allo stesso nucleo familiare del debitore non può partecipare all’asta. Questo perché, in caso di aggiudicazione, il debitore-proprietario continuerebbe a vivere nello stesso immobile e ciò non è consentito a nessun titolo.

Talvolta i parenti del debitore potrebbero essere ostacolati dalla difficoltà di ottenere un mutuo bancario per comprare la casa all’asta.

Alcune banche, infatti, vogliono sapere il grado di parentela con il debitore e si riservano di non erogare la somma nei casi in cui potrebbe esserci una interposizione fittizia.

Questo vuol dire che molte banche non concedono il mutuo a persone con legami affettivi o di sangue con il debitore. In questo modo le banche si tutelano dalla possibilità che la vendita possa essere dichiarata inammissibile dal delegato qualora risultasse un accordo fraudolento tra le parti.

Partecipare all’ asta in coppia

Il caso più popolare è quello di coppie di coniugi o coppie di fatto che vogliono acquistare una proprietà all’asta. In particolare, a seconda del tipo di unione, cambiano le regole di partecipazione all’asta:

  • Coppie sposate con comunione dei beni: la comunione permette di presentare l’offerta e partecipare all’asta a solo uno dei coniugi;
  • Coppie sposate con separazione dei beni: in assenza di comunione dei beni entrambi i coniugi dovranno partecipare all’asta, potendo però fare una delega per uno dei coniugi in caso di non presenza;
  • Unioni civili o conviventi: in questo caso bisognerà presentare l’estratto dell’unione civile e il contratto di convivenza;
  • Parenti (ad esempio i fratelli): dovranno presentare lo stato di famiglia e di residenza se i partecipanti sono conviventi.

Le aste giudiziarie non discriminano: non importa che tipo di relazione avete con chi volete cointestare l’immobile, l’importante è semplicemente portare la documentazione giusta.

CHE COS’È IL FONDO SALVA CASA?

Una delle vie d’uscita percorribili potrebbe essere quella di attingere a questo fondo, purtroppo non grosso quando dovrebbe, che aiuta chi è in una grossa condizione debitoria e non è in grado di pagare le rate del mutuo.

Questo fondo consente di preservare la proprietà dell’immobile, rinegoziando o rifinanziando il mutuo, quindi evitando la procedura esecutiva.

Il Fondo Salva Casa offre la possibilità di stralciare il debito:

  • aiutando i creditori a recuperare immediatamente una parte della somma dovuta;
  • riducendo al debitore l’importo da versare, mantenendo la casa;
  • renumerando chi investe nel fondo con i proventi derivanti dall’affitto pagato dal debitore.

Questo fondo è istituito ai soli fini sociali; in pratica acquista gli immobili pignorati, permettendo al debitore di continuare a viverci, in cambio di un canone di locazione, fino alla possibilità di riacquistare l’abitazione ad un prezzo vantaggioso.

Purtroppo il fondo ha una capienza molto bassa rispetto alle esigenze reali. Inoltre sono poche le banche disponibili ad una rinegoziazione del mutuo.

Chi può accedere al fondo salva casa?

  • Ogni persona fisica non soggetta a istanza di insolvenza, ai sensi della Legge 3 del 2012.
  • Tutti i soggetti che hanno un solo creditore; gli altri creditori, se ce ne fossero, dovrebbero rinunciare alla procedura.
  • L’importo rinegoziabile non deve superare i 250.000€
  • La durata del piano non deve oltrepassare i 30 anni.
  • La durata del prestito non deve oltrepassare gli 80 anni del richiedente.
  • L’immobile deve essere la prima casa e non può essere di lusso.

La richiesta di un fondo di risparmio per la casa può essere effettuata solo se il 10% dei fondi finanziati in origine siano già stati rimborsati.

SALVARE LA CASA DAL PIGNORAMENTO, ESCAMOTAGE A CONFRONTO

Intestare la casa alla moglie o ad un parente può essere utile per evitare il pignoramento?

Disfarsi dei propri beni dopo essersi indebitati, con lo scopo di privare il creditore di ogni garanzia patrimoniale, è contrario alla legge.

Il modo più utilizzato dai debitori per “liberarsi” dei propri beni è quello di trasferirne la proprietà alla moglie o a un altro parente.

Prima di intestare la casa alla moglie, però, è indispensabile verificare se siamo in comunione dei beni oppure no.

Nel caso di Comunione di Beni

Occorre modificare il regime patrimoniale della famiglia, adottando quello della separazione dei beni. Solo in questo caso, infatti, possiamo evitare che i creditori pignorino i beni trasferiti al coniuge. È possibile raggiungere questo scopo anche “simulando” una separazione. Con la separazione, infatti, cessa la comunione dei beni tra i coniugi.

Nel corso della separazione è possibile intestare la casa alla moglie, ad esempio giustificando il trasferimento dell’immobile con la necessità di riconoscerle un bene di valore, in sostituzione dell’assegno di mantenimento.

Nel caso di Separazione dei Beni

Tutti i problemi appena decritti non sussistono.

Ciò che conta è che l’intestazione della casa al coniuge non avvenga attraverso una donazione.

Intestare la casa alla moglie: quali sono le conseguenze per il creditore?

Una intestata la casa alla moglie, con un atto di vendita oppure in sede di separazione o divorzio, i creditori non possono più portarla via, quindi se il debitore non ha altri beni, possono solo sperare di ottenere il pagamento di quanto loro dovuto, avviando una procedura di pignoramento presso terzi.

Se il debito è molto elevato, il  creditore dovrà armarsi di pazienza, perché non è possibile trattenere più del 20% dello stipendio o della pensione, in quanto sussistono delle soglie di impignorabilità.

Intestare la casa alla moglie: come può difendersi il creditore?

Spesso il trasferimento della proprietà della casa in favore della moglie desta sospetti e fa pensare che questa operazione sia stata compiuta allo scopo di frodare i creditori.

In questi casi la legge riconosce ai creditori la possibilità di soddisfarsi, comunque, sul bene che era intestato al debitore e di eseguire il pignoramento nei confronti della moglie.

Prima di pignorare l’immobile intestato alla consorte, il creditore deve ottenere una sentenza dal Tribunale che dichiari l’inefficacia dell’atto con cui la casa è stata intestata a costei (o a un terzo).

Il creditore deve anche dimostrare di aver subito un danno. Sono prove difficili da dare, anche se, spesso, la coincidenza fra il ricevimento di un provvedimento giudiziario e la quasi contemporanea sottoscrizione dell’atto vendita dell’immobile alla moglie, facilitano l’azione del creditore.

Intestare la casa alla moglie: il sequestro conservativo

In alcuni casi la legge consente al creditore di impedire al debitore di intestare la casa alla moglie (attraverso il c.d. sequestro conservativo).

Infatti il Creditore può rivolgersi al giudice per ottenere, prima ancora che il debitore abbia trasferito la proprietà del bene, un provvedimento che sottrae il bene stesso dalla disponibilità del suo proprietario.

Donare un immobile per proteggerlo dal pignoramento

La donazione dell’immobile alla moglie o a un altro parente non mette il debitore al riparo dalle azioni dei creditori.

Infatti, entro un anno dal trasferimento dell’immobile a titolo gratuito, il creditore che non ha ottenuto il pagamento può, comunque, procedere al pignoramento.

Trascorso l’anno, però, il creditore non può più pignorare il bene, ma mettere in atto altre strategie per raggiungere il suo scopo.

Ultimamente la Camera ha approvato il Decreto Fallimenti che di fatto modifica il Codice Civile sulla pignorabilità dei beni immobili. Quindi sono in arrivo tempi duri per chi cede a terzi o dona un immobile pensando di evitare un pignoramento.

Come proteggere la casa dal fisco?

Per evitare che il Fisco possa rivalersi sulla casa comprata dal notaio, molte famiglie sceglievano di costituire un fondo patrimoniale: si tratta di un sistema che protegge i beni di famiglia se l’immobile viene inserito tra i beni protetti non può subire un pignoramento. “Purtroppo” nell’art. 12 del Codice Civile, è stato introdotto l’art. 2929-bis che annulla il ricorso alla revocatoria nel caso in cui l’immobile pignorato sia ceduto a terzi o donato. Rientrano in questi casi anche il trust, il fondo patrimoniale e il vincolo di destinazione.

Considerazioni sull’ art. 2929-bis

La revocatoria è eliminata ed il creditore può procedere subito al pignoramento, ma questo si verifica solo in alcuni casi:

  • se il debitore aliena gratuitamente l’immobile;
  • se alla data del pignoramento non è passato un anno dall’alienazione gratuita.

Riassumendo, se il debitore ha donato l’immobile o lo ha trasferito in un trust o in un fondo patrimoniale, il creditore ha 1 anno di tempo per trascrivere il pignoramento e i nuovi proprietari non potranno opporsi.

Il debitore, a sua volta, può bloccare il pignoramento ma deve dimostrare che:

  • l’esecuzione forzata è stata trascritta dopo un anno;
  • che l’alienazione dell’immobile non è a titolo gratuito oppure che non rende indisponibile il bene.

È bene sottolineare che questo articolo si applica solo in quei casi in cui c’è una evidente volontà di frodare i creditori e la legge.


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COMPRARE CASA ALL’ ASTA CON DEBITI CONDOMINIALI

Quali sono le spese condominiali

Le spese condominiali sono tutte quelle spese sostenute per l’utilizzo e la manutenzione di parti comuni all’interno di un condominio, come ad esempio:

  • luce delle scale;
  • l’uso e la gestione dell’ascensore;
  • le pulizie;
  • le spese per l’amministratore.

Altri tipi di spesa possono essere quelle straordinarie come il rifacimento di parti comuni.

Chi deve pagare i debiti condominiali?

Il nuovo proprietario sarà obbligato per l’intero debito e l’obbligo è quello di pagare i debiti condominiali dell’anno in corso e dell’anno precedente.

La norma ha voluto rafforzare gli interessi del condominio perché riguarda spese appartenenti ad altri soggetti.

Il momento in cui viene aggiudicato l’immobile è lo stesso in cui il giudice firma l’ordine di esecuzione e dichiara il trasferimento della proprietà. Il momento di trasferimento è il periodo di competenza per cui si è obbligati in solido per i debiti condominiali.

Chi compra una casa all’asta è obbligato a pagare i debiti condominiali, se vi sono, dell’anno attuale e di quello precedente. L’anno di riferimento è quello di gestione del condominio e non di quello solare.

Che cosa sono le spese di aggiudicazione dell’ asta?

Le imposte e i compensi notarili sono variabili determinanti che influiscono sull’entità dell’investimento complessivo e, nel settore delle vendite giudiziarie, gli importi sono più contenuti e suddivisi tra acquirente e creditore.

Quando l’acquisto di una casa segue la classica procedura del mercato immobiliare libero, spetta al notaio occuparsi di predisposizione del rogito, visura, verifiche di vincoli, ipoteche e certificazione della prestazione energetica, mentre nel caso delle vendite giudiziarie, la figura di riferimento è quella del delegato alla vendita, un professionista nominato dal tribunale competente.

La buona notizia è che anche nel caso della vendita giudiziaria puoi usufruire delle agevolazioni per la prima casa.

Le imposte per le spese delle aste immobiliari

Le spese di aggiudicazione dell’asta prevedono un calcolo piuttosto complesso.

Si parte da un acconto sulle spese per l’asta giudiziaria immobiliare che varia dal 15 al 20% del prezzo di acquisto. L’importo residuo, decurtato delle spese dovute, verrà restituito al termine dei conteggi complessivi e della registrazione dell’atto di vendita.

Altre spese post aggiudicazione asta immobiliare

Nel caso delle vendite giudiziarie, sull’immobile potrebbero gravare pendenze insolute come ipoteche e pignoramenti. Generalmente questi costi sono a carico della procedura e quindi dedotti dall’importo che spetta al creditore, ma in alcuni tribunali i giudici assegnano all’acquirente il compito di ricoprire le pendenze insolute. Anche se non esiste una norma specifica che determini la suddivisione di queste spese, sono sempre indicate nell’avviso di vendita.

Quindi conviene sempre considerare per tempo tutte le voci di costo che andranno ad aggiungersi al prezzo di vendita dell’immobile!

DOMANDE E RISPOSTE

Domande e Risposte pignoramenti e asta giudiziaria
Domande e Risposte pignoramenti e asta giudiziaria

Quanto tempo ha il debitore per uscire dalla sua casa venduta all’ asta?

120 giorni. In linea generale, gli occupanti hanno dai 60 ai 120 giorni per liberare casa. Se l’esecutato si rifiuta di lasciare l’immobile, il processo potrebbe diventare più complesso e richiedere tempi più lunghi.

Quanto tempo c’è per pagare una casa acquistata all’ asta?

Per le aste giudiziarie, di solito è previsto un periodo massimo di 120 giorni entro cui l’aggiudicatario deve effettuare il pagamento, mentre per le aste fallimentari questo termine, in genere, scende a 90 giorni.

Quanto tempo può rimanere una casa all’ asta?

Non esiste alcuna legge che fissa il limite massimo di esperimenti d’asta. Il Giudice, però, può comunque decidere di chiudere anticipatamente la procedura e riconsegnare la casa al proprietario.

Un’ asta può essere sospesa?

Se la volontà di annullare l’asta avviene 20 giorni prima dell’esperimento di vendita, l’offerente che ha già depositato l’offerta dovrà essere d’accordo con il suo annullamento. E ovviamente avrà diritto a riprendere i soldi depositati.

Pignoramento immobiliare: che fine fanno gli arredi e tutti i beni mobili presenti dentro l’ appartamento ipotecato?

vedi Sezione Pignoramenti

Come invalidare un’ asta?

Di solito è il debitore a chiedere di bloccare l’asta immobiliare, tramite una lettera raccomandata o una PEC, all’avvocato del creditore e chiedendo espressamente di procedere alla dilazione o allo stralcio del debito.

UN’ALTERNATIVA ALL’ ASTA, IL SALDO E STRALCIO IMMOBILIARE

Saldo e Stralcio immobiliare

Il Saldo e Stralcio è semplicemente un accordo tra il debitore e il creditore per saldare il debito ad un importo inferiore a quello originario.

Vantaggi:

  • Il debitore si libera dei debiti;
  • il creditore ottiene un pagamento certo e tempestivo;
  • l’eventuale co-proprietario evita la vendita della sua quota all’asta.

CONCLUSIONI

Da quanto detto si capisce che è sempre meglio cercare una soluzione PRIMA che l’immobile venga venduto all’asta. Per far questo ti consiglio caldamente di affidarti a professionisti del settore che siano in grado di inquadrare il tuo problema e cercare, insieme a te, la soluzione più vantaggiosa.


Fonti delle informazioni: agenziarisoluzionedebiti.it / recuperolegale.it / idealista.it / legge3.it / rexpira.it / lamialegge.it / dove.it / avvocatoasteimmobiliari.com


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